Obiettivi digitali 2026: i suggerimenti di Internetimage per crescere online
Quali progetti digitali vale davvero la pena avviare nel 2026? Ogni anno porta nuove opportunità, ma anche nuove domande: su...
Dal 19 giugno 2026, gli ecommerce che vendono prodotti o servizi ai consumatori devono mettere a disposizione una funzione online che permetta di esercitare il diritto di recesso in modo semplice, immediato e completamente digitale.
La novità è stata introdotta dal Decreto Legislativo 31 dicembre 2025, n. 209, che ha recepito la Direttiva europea 2023/2673 e inserito nel Codice del Consumo il nuovo articolo 54-bis.
Non è quindi sufficiente indicare nelle condizioni di vendita un indirizzo e-mail oppure mettere a disposizione un modulo da scaricare: il consumatore deve poter avviare e completare la procedura di recesso direttamente dal sito o dall’app utilizzati per effettuare l’acquisto.
Indice dei contenuti
L’obbligo riguarda i contratti a distanza conclusi attraverso un’interfaccia online tra un professionista e un consumatore.
Devono quindi adeguarsi, tra gli altri:
Per i portali che operano sia nel mercato B2B sia nel mercato B2C, l’obbligo riguarda esclusivamente i contratti conclusi con i consumatori finali.
La nuova disposizione non introduce un ulteriore diritto di recesso e non modifica, in linea generale, il termine ordinario di 14 giorni. Cambiano invece le modalità con cui il consumatore deve poter esercitare tale diritto online.
La normativa parla più precisamente di una funzione di recesso. Non è quindi necessariamente sufficiente aggiungere un semplice pulsante grafico: deve essere realizzata una procedura completa che consenta di identificare il contratto e trasmettere correttamente la richiesta.
La funzione deve essere:
Il consumatore deve poter fornire o confermare facilmente:
Dopo la compilazione deve essere previsto un secondo passaggio, con una funzione chiaramente denominata, ad esempio, “Conferma recesso”.
Questa doppia azione evita che il recesso venga comunicato accidentalmente e permette al consumatore di confermare consapevolmente la propria decisione.
Una volta confermato il recesso, il sistema deve inviare al consumatore, senza ritardi ingiustificati, una ricevuta su un supporto durevole, come un’e-mail.
La comunicazione deve contenere:
Il recesso si considera esercitato nei termini quando la dichiarazione viene trasmessa dal consumatore prima della scadenza del periodo previsto.
La normativa non stabilisce una posizione grafica obbligatoria, ma richiede che la funzione sia ben visibile e facilmente raggiungibile.
Per gli e-commerce che dispongono di un’area riservata, una soluzione efficace può essere l’inserimento della funzione nella sezione “I miei ordini”, in corrispondenza degli acquisti per i quali il diritto di recesso può ancora essere esercitato.
È possibile anche predisporre una pagina dedicata, purché sia facilmente accessibile e consenta al cliente di individuare l’ordine senza percorsi complicati.
Un collegamento nascosto nel footer, una generica pagina FAQ oppure il semplice invito a contattare il servizio clienti potrebbero non soddisfare i requisiti di visibilità, accessibilità e immediatezza previsti dalla nuova normativa.
L’adeguamento non riguarda soltanto la parte grafica del sito. È necessario verificare l’intero processo di gestione del recesso. In particolare, occorre:
1️⃣ inserire una funzione di recesso facilmente riconoscibile;
2️⃣ predisporre un modulo per identificare il cliente e il contratto;
3️⃣ realizzare un secondo passaggio di conferma;
4️⃣ configurare l’invio automatico della ricevuta;
5️⃣ registrare data e ora della richiesta;
6️⃣ organizzare la corretta conservazione delle dichiarazioni ricevute;
7️⃣ aggiornare le condizioni generali di vendita;
8️⃣ aggiornare le informazioni precontrattuali;
9️⃣ verificare il trattamento dei dati personali raccolti durante la procedura.
Le condizioni di vendita devono inoltre indicare l’esistenza e la collocazione della funzione online dedicata al recesso.
La mancata implementazione della funzione può esporre l’impresa a contestazioni da parte dei consumatori e a conseguenze previste dal Codice del Consumo.
L’assenza di informazioni corrette e complete sul diritto di recesso può inoltre determinare l’estensione del termine normalmente previsto, con importanti conseguenze sulla gestione degli ordini, dei resi e dei rimborsi.
Per questo motivo non è consigliabile limitarsi ad aggiungere un pulsante al sito senza verificare la procedura nel suo complesso. L’adeguamento deve coinvolgere sia la piattaforma e-commerce sia la documentazione legale e i processi interni dell’azienda.
Il nuovo obbligo è operativo dal 19 giugno 2026. Gli ecommerce B2C devono quindi verificare quanto prima che il sistema di recesso rispetti i requisiti tecnici e informativi previsti dall’articolo 54-bis del Codice del Consumo.
Internetimage può supportarti nella verifica e nell’adeguamento tecnico del tuo e-commerce, implementando una procedura di recesso chiara, accessibile e integrata con la gestione degli ordini.
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