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Il diritto di recesso nei siti e-commerce: come funziona?

Viene chiamato anche diritto di ripensamento e riguarda la possibilità, nel B2C, di chiedere la restituzione della merce entro 14 giorni, senza alcuna motivazione. Come funziona e come può tutelarsi l’imprenditore?

Benvenuti alla terza puntata di Evolve dedicata al diritto di ripensamento e a come deve essere indicato sulle condizioni generali di vendita. Tutti noi, nel momento in cui acquistiamo, siamo particolarmente tutelati perché abbiamo un diritto, che non è concesso né ai professionisti né alle imprese, che è il diritto di recesso. Quando compriamo qualcosa online abbiamo 14 giorni di tempo, dalla ricezione del bene, per restituire ciò che abbiamo acquistato, senza alcuna motivazione; quindi, a prescindere dal fatto che possa essere difettoso o meno.

Questo concetto è molto importante perché esula dal tema della garanzia, non stiamo parlando di difetti estetici o funzionali della merce acquistata, ma di un diritto che si applica al settore B2C indipendentemente dallo stato del bene.

Che costi comporta il diritto di recesso?

Se la merce viene restituita nei termini previsti, il venditore può richiedere, al massimo, il costo delle spese di spedizione. Non possono esserci per il consumatore altri addebiti aggiuntivi, di nessuna natura.

Come può il consumatore esercitare il proprio diritto di recesso?

La legge, anche in questo, lascia ampio margine. Il consumatore può recedere comunicandolo al venditore in qualsiasi modo, quindi anche tramite e-mail, raccomandata oppure attraverso una modalità di comunicazione online, messa a disposizione dal venditore. In quest’ultimo caso è necessario che al consumatore arrivi una mail di ricevuta che attesti la presa in carico della richiesta di restituzione da parte del venditore.

Caratteristiche ed eccezioni del modulo di recesso

La legge ci obbliga ad un determinato contenuto da rispettare, il quale deve essere il più chiaro possibile al fine di rendere facile l’esercizio del diritto di recesso.

👉 Detto ciò, il primo aspetto da considerare è che il consumatore non può essere obbligato ad utilizzare una determinata modalità per recedere. Se esiste una piattaforma online, il consumatore deve essere libero di utilizzarla o meno, visto che la modalità con la quale può comunicare la volontà di esercitare il diritto di recesso è libera.

👉 Un’altra cosa che forse passa un po’ in sordina è che non tutti i beni sono soggetti alla restituzione entro i 14 giorni. Stiamo parlando, ad esempio, della merce personalizzata come ad esempio una camicia su misura o con incise le iniziali del nome e del cognome. Altri esempi sono i beni sottoposti a facile deperimento come il mondo del food o l’ambito sanitario/medicale. Quindi va posta attenzione a seconda del bene (e/o del servizio) che viene venduto online.

👉 Un altro aspetto che vogliamo sottolineare è che il consumatore non può utilizzare il bene acquistato prima di restituirlo, ma può solo verificarne l’effettivo funzionamento. In caso di utilizzo, il venditore può trattenere in modo lecito una parte del prezzo corrisposto.

Tenuti in considerazione questi aspetti, si passa poi alla restituzione del denaro, che va effettuata entro 14 giorni dal reso della merce con le stesse modalità con cui il consumatore ha acquistato.

Come abbiamo analizzato in questo articolo, dunque, ci sono varie cose a cui prestare attenzione, è importante conoscere quali sono le possibilità a disposizione degli utenti e le modalità con cui il diritto di ripensamento deve essere garantito. Hai un e-commerce e vuoi tutelarti? Contattaci! Saremo al tuo fianco con una strategia legale vincente!

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